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questioni_di_legge.jpgQUESTIONI DI LEGGE
 
Testimoniare è un dovere  
di Giorgio Giarè
 
(NT Luglio-agosto 2009)
l.lettera.jpga testimonianza è la dichiarazione orale di scienza resa in giudizio sotto il vincolo del giuramento da chi non è parte, né ha interesse per divenirlo. Rendere testimonianza e testimoniare il vero è dovere pubblico generale, garantito dalla sanzione penale, che colpisce i testi che rifiutano di testimoniare o testimoniano il falso (art. 256 c.p.c. e art. 372 cod. pen.). Non sempre è ammissibile la testimonianza ed è la legge che ne stabilisce la possibilità. Non possono essere assunte come testimoni persone che abbiano nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio, vale a dire un interesse di parte, personale concreto e attuale. Nel passato, per alcuni parenti e affini in linea retta e coloro che erano legati a una delle parti da vincoli di affiliazione e quella dei minori di anni 14. Tale norma è stata dichiarata incostituzionale ed ha così ammesso la testimonianza delle persone già ritenute incapaci ma ha lasciato al giudice la più attendibile valutazione proprio in considerazione dei vincoli che legano il testimone alla parte interessata dal giudizio. È comunque riconosciuta la facoltà di astenersi dal deporre a chi sia vincolato da segreto d’ufficio o di confessione, così come in alcuni casi la facoltà di astenersi è attribuita anche ai parenti prossimi, specie in materia penale. Siamo tutti obbligati, quindi, a testimoniare e non solo, ma siamo tutti obbligati a testimoniare “il vero”, senza accomodamenti e/o favoritismi e senza interpretazioni o supposizioni personali. Testimoniare è un alto dovere civico, anche se spesso, per la verità quasi sempre, la persona chiamata a testimoniare deve assoggettarsi ad attese lunghissime, viaggi non di piacere per recarsi magari in una sede giudiziaria distante chilometri dal luogo di residenza; a volte, per esigenza d’ufficio o per disguidi vari dell'organizzazione giudiziaria, il testimone deve di nuovo recarsi in tribunale perché all’udienza indicata non è stato ascoltato. E non si pensi che il testimone possa essere remunerato per i disagi, per le spese di viaggio, per il tempo e la giornata lavorativa persi. A dire il vero c’è una vecchia norma che prevede un rimborso per le spese di viaggio per i non residenti nella città ove ha sede il Tribunale, ma sia la burocrazia per ottenere il rimborso, sia l’esiguità del rimborso stesso (due o tre euro), scoraggiano e sconsigliano il testimone dal richiederlo. Giunto dinanzi al giudice, il testimone viene ascoltato su fatti e circostanze già predeterminate e valutate e durante l’assunzione della prova, il giudice può adottare provvedimenti anche coercitivi nei confronti del teste che non adempia il proprio dovere. Prima, il giudice, può disporre l’accompagnamento da parte della forza pubblica del teste che non si sia presentato senza giustificato motivo; può denunziare il teste che rifiuti di giurare o di deporre, ovvero, che vi sia fondato sospetto che egli sia stato mendace o reticente. In questi ultimi casi il giudice può anche ordinare l’arresto del testimone. Come si vede il compito del testimone non è tra i più semplici né tra i più piacevoli. Il testimone per essere rispondente alle esigenze civili, dev’essere semplicemente... testimone. Soltanto così andrà ad assolvere l’alto compito al quale è chiamato nell’interesse della giustizia. Interesse della giustizia e non della parte che l’ha indotto come teste, anche se, in questo caso, l’interesse della parte coincide con quello della giustizia. Per apprezzare il nostro sacrificio quando siamo chiamati ad assolvere la funzione di testimone, dobbiamo anche renderci conto che una volta possiamo essere testimoni e che, con la nostra deposizione, concorriamo a far giustizia; altre volte, invece, potremmo aver interesse a che altre persone, chiamate a testimoniare per fatti che ci riguardano, abbiano a rendere le loro deposizioni conformemente ai fatti ai quali hanno assistito o dei quali sono informati. Ciò detto, nell’eventualità che ci dovesse capitare di essere citati in un giudizio, sia esso civile che penale, non facciamoci prendere da agitazioni ed evitiamo di pensare di aggirare l’ostacolo, magari fingendoci malati inviando un certificato medico. Infatti, non sempre il certificato medico ci assolve dal testimoniare e se pur dovesse giustificarci per un’udienza, certamente non ci permetterà di nasconderci per il resto della durata del giudizio: insomma dobbiamo andare. Prendiamolo come un fatto che potrebbe essere interessante e che, tutto sommato, ci aiuta a crescere facendoci fare nuove esperienze ponendoci innanzi a realtà che forse spesso, con troppa leggerezza, abbiamo sottovalutato per il nostro egoismo verso il prossimo.
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Testimoniare č un dovere
 
Testimoniare è un dovere  
di Giorgio Giarè
 
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