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Le Tamburellare tiburtine a San Giovanni Rotondo
ASSOCIAZIONISMO
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FEDE E TRADIZIONE
Le Tamburellare tiburtine a San Giovanni Rotondo 
di Gabriella Carnevali Tassi
le_tamburellare.jpgi.lettera.jpgl Gruppo delle Tamburellare tiburtine ha trascorso ben tre giornate a San Giovanni Rotondo. Il pullman è partito venerdì 28 novembre accompagnato da raffiche di vento e pioggia che, però, non sono riuscite a spegnere l’entusiasmo della comitiva. Stessa accoglienza da parte del tempo all’arrivo. Il sole è spuntato improvvisamente soltanto nella mattinata di domenica e nel momento in cui oltre millecinquecento aderenti alla Federazione Italiana delle Tradizioni Popolari era sulla scalinata per la foto di rito: grida festose hanno salutato il tiepido raggio. Un momento da ricordare anche questo. Il primo incontro con i gruppi folcloristici nazionali è avvenuto a San Severo ed è stato un impatto emozionante sebbene non siano mancati i disagi dei grandi raduni. Il folclore italiano è esploso con le danze dei contadini della Brianza e della Sardegna, la forza dei giovani siciliani che si sono cimentati in duelli con sciabole (vere) e con le tarante e le pizziche dei gruppi del meridione. E le Tamburellare tiburtine? Con i tamburelli, accompagnati dall’organetto di Giovanni, esse hanno proposto i canti della tradizione coinvolgendo gli spettatori che hanno scandito il tempo, ripetuto i ritornelli, applaudito. C’erano con il gruppo, il vice-sindaco prof.ssa Maria Vittoria Pepe accolta con grande riguardo dalle autorità comunali ospitanti, la presidente dell’Associazione Elena Silvestri, i consorti e tanti amici. La presenza ai riti religiosi è stata caratterizzata dal rispetto profondo per il luogo sacro. Gli stessi protagonisti di esibizioni scatenate hanno sostato devotamente nei pressi dell’urna contenente le spoglie di San Pio e partecipato alla Messa nel nuovo Santuario. Tra fede e folclore, invece, la “fiaccolata dell’amore”, un lungo corteo colorato e sonoro. Il gruppo delle tamburellare si è unito a quello di Catanzaro: i musicanti hanno improvvisato un’orchestrina e negli attimi di sosta i meno stanchi si sono lanciati nel classico saltarello laziale. Non sono mancate le “serenate” a due anziane signore affacciate al balcone della loro casa.
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